von der Leyen: “Accelerare transizione, gas naturale e diversificare i fornitori”

Lo ha detto la presidente della Commissione europea in aula plenaria nel dibattito sul Consiglio europeo di domani e venerdì a Bruxelles

von der leyen

La risposta dell’Unione europea all’aumento dei prezzi dell’energia ha a che fare con la diversificazione dei fornitori, con il mantenere il ruolo del gas naturale come combustibile di transizione e con l’accelerazione la transizione verso l’energia pulita. Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in aula plenaria nel dibattito sul Consiglio europeo di domani e venerdì a Bruxelles. La presidente ha spiegato che nalle riunione dei Ventisette ci saranno diverse tematiche, dal Covid alla cybersicurezza passando per la situazione in Polonia. Ma è il tema dell’aumento dei prezzi dell’energia quello su cui von der Leyen si è soffermata. La presidente ha specificato che ci sono tre elementi da tenere in considerazione. Il primo, il fatto che “i prezzi del gas da sempre sono ciclici e fissati dai mercati globali” e che “a causa dell’aumento ora tante famiglie e imprese sono in difficoltà”. Il secondo, il fatto che “le rinnovabili sono in un trend positivo: il solare è 10 volte meno caro di 10 anni fa e l’eolico è del 50 per cento meno caro di dieci anni fa”. Il terzo elemento “le importazioni” e cioè il fatto che “il 90 per cento del nostro gas è importato, così come il 97 per cento del petrolio, mentre le rinnovabili sono endogene”. Per quanto riguarda l’aumento, von der Leyen ha ribadito che questo si deve alla “ripresa economica dalla pandemia, con aumento della domanda”, al fatto che ci sono stati “un inverno molto freddo e lungo seguito da una estate molto calda” e questo è stato “a livello di emisfero settentrionale”. Inoltre, “Gazprom ha rispettato i contratti a lungo termine, ma non è stata in grado di rispondere all’aumento della domanda come fatto in passato”, ha ricordato. “La risposta ha a che fare con la diversificazione dei nostri fornitori. Ma anche mantenendo il ruolo del gas naturale come combustibile di transizione e, soprattutto, accelerando la transizione verso l’energia pulita”, ha sottolineato.



La presidente ha spiegato che, a medio e lungo termine, la Commissione agirà “in cinque aree cruciali”. In primo luogo, “dobbiamo porre fine alla speculazione sui mercati dell’energia” e per questo “stiamo rafforzando la nostra supervisione dei mercati del gas e del carbonio”. In secondo luogo, “valuteremo il funzionamento del mercato dell’elettricità” e “abbiamo chiesto all’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione dei regolatori dell’energia, Acer, di effettuare una prima valutazione del sistema alla luce dell’esperienza attuale entro metà novembre. Poi farà delle raccomandazioni su come affrontare meglio l’estrema volatilità dei prezzi”. Terzo, “stiamo attivamente stabilendo contatti con i fornitori di gas stranieri. La società norvegese Equinor ha già annunciato un aumento delle consegne. E all’inizio del 2022 presenteremo una strategia per il dialogo energetico internazionale, anche per aiutare gli Stati membri nei loro contatti internazionali”, ha specificato ancora.

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