Von der Leyen in visita a sorpresa in Giordania dopo il tentato golpe contro il re Abdullah II

La visita ad Amman della presidente è un forte messaggio di sostegno dell'Unione europea

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Una discussione “molto positiva” con il re di Giordania Abdullah II e il ministro degli Esteri giordano Ayman Safadi. Lo ha dichiarato in una nota su Twitter la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Durante l’incontro, ha precisato la von der Leyen, si è discusso del futuro della cooperazione tra Ue e Giordania, della strategia di Bruxelles per la regione, della situazione economica del Paese e del conflitto in Siria, compresa la difficile situazione dei rifugiati. La visita a sorpresa in Giordania della presidente della Commissione Ue è avvenuta poco dopo la scoperta di un complotto ai danni di re Abndullah II da parte del fratellastro ed ex principe ereditario Hamza bin al Hussein che ha messo in discussione la fragile stabilità del Paese cruciale per i Paesi europei sia per quanto riguarda la lotta al terrorismo che per la questione dei rifugiati siriani. La Giordania è insieme a Turchia e Libano il Paese che ospita il maggior numero di rifugiati provenienti dalla Siria, circa 1,3 milioni secondo le stime del governo.

L’Unione europea invia un forte messaggio di sostegno a re Abdullah II a pochi giorni dal tentato golpe in Giordania. E’ questo il senso dell’odierna visita ad Amman della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Il viaggio della presidente della Commissione Ue non era stato annunciato in precedenza. La visita, che segue il viaggio in Turchia dei delegati europei, giunge poco dopo la scoperta di un complotto ai danni di re Abndullah II da parte del fratellastro ed ex principe ereditario Hamza bin al Hussein. Un tentato golpe che ha messo in discussione la fragile stabilità del Paese cruciale per l’Unione Europea sia per quanto riguarda la lotta al terrorismo che per la questione dei rifugiati siriani. La Giordania è insieme a Turchia e Libano il Paese che ospita il maggior numero di rifugiati provenienti dalla Siria, circa 1,3 milioni secondo le stime del governo.

“Ci sono molte ragioni che giustificano un viaggio in Giordania da parte della presidente della Commissione europea”, ha dichiarato Mamer in una conferenza stampa. “La Giordania è un partner molto importante per l’Ue, molto importante per la stabilità regionale e molto importante per il ruolo che gioca nell’accogliere i rifugiati” ed è un partner con cui “cooperiamo nella lotta alla pandemia”, ha detto. “Ci sono quindi molte ragioni che giustificano un viaggio della presidente in Giordania”, ha spiegato.

In questi anni l’Unione europea ha mantenuto un ruolo fondamentale nel sostenere i rifugiati siriani in Giordania e nell’accoglienza delle comunità. Dal 2011 e fino all’aprile 2019, l’Ue ha mobilitato oltre 2,1 miliardi di euro di sostegno finanziario alla Giordania, di cui quasi 1,3 miliardi di euro per aiutare il paese a far fronte alle conseguenze della crisi siriana. Ciò include l’aiuto umanitario, insieme alla resilienza a lungo termine e al sostegno allo sviluppo in settori quali l’istruzione, i mezzi di sussistenza, l’acqua, i servizi igienico-sanitari e la salute, oltre all’assistenza macrofinanziaria, indirizzata ai rifugiati siriani e alle comunità di accoglienza giordane. L’Ue è anche il principale partner commerciale della Giordania con l’Ue che ha esportato nel 2019 beni in Giordania per 3,4 miliardi di dollari.

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