Yemen: almeno 111 morti tra forze governative e miliziani sciiti negli scontri a Marib

Secondo i media internazionali hanno perso la vita 82 miliziani Houthi e 29 esponenti delle forze governative

Yemen

Proseguono nella provincia di Marib, nel nord dello Yemen, i combattimenti tra i ribelli sciiti Houthi e le forze governative legate al presidente Abd Rabbo Mansour Hadi. Secondo i media internazionali, negli ultimi tre giorni hanno perso la vita 82 miliziani Houthi e 29 esponenti delle forze governative nei violenti scontri a fuoco nell’ambito dell’offensiva lanciata dagli Houthi per occupare la provincia di Marib, unica zona nel nord dello Yemen sotto il controllo del governo di Aden. Secondo le Nazioni Unite l’offensiva lanciata dagli Houthi su Marib lo scorso febbraio ha oltre 22 mila sfollati, aggravando ulteriormente la tragica condizione della popolazione civile dello Yemen. Lo scorso 25 giugno, il portavoce del segretario generale delle Nazioni Unite, Stephane Dujarric, ha espresso preoccupazione in una conferenza stampa per la situazione dei civili rimasti coinvolti nei combattimenti in corso da febbraio. Dujarric ha affermato che più della metà della popolazione dello Yemen sta affrontando l’insicurezza alimentare e che cinque milioni di persone rischiano la fame.



La ripresa dei combattimenti nella provincia di Marib giunge dopo il fallimento dei tentativi diplomatici da parte di Onu, Stati Uniti e attori regionali per garantire un cessate il fuoco nello Yemen. L’inviato uscente delle Nazioni Unite per lo Yemen, Martin Griffiths, ha dichiarato lo scorso 22 giugno al Consiglio di sicurezza Onu che i suoi sforzi negli ultimi tre anni per porre fine alla guerra sono stati “vani”. “È con profondo rammarico che riferisco oggi che le parti non hanno superato le loro divergenze”, ha affermato l’inviato Onu. Lo Yemen è dal 2014 teatro di una guerra civile che ha provocato centinaia di migliaia di morti e milioni di sfollati. Gli Houthi hanno ripetutamente chiesto la riapertura dell’aeroporto nella capitale settentrionale di Sana’a, sotto il loro controllo dalla seconda metà del 2014, prima di accettare qualsiasi cessate il fuoco. Oltre alla sanguinosa offensiva a Marib, gli Houthi hanno anche intensificato gli attacchi con droni e missili su obiettivi sauditi, compresi gli impianti e le infrastrutture petrolifere della compagnia energetica Aramco. Ieri, le difese aeree saudite hanno intercettato e distrutto 11 droni lanciati dai ribelli sciiti Houthi contro le città di confine di Khamis Mushait e Jizan.

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