Yemen: Consiglio sicurezza Onu chiede rilascio nave emiratina sequestrata

la dichiarazione è stata scritta dal Regno Unito su pressione degli Emirati Arabi Uniti

Yemen - Rawabi

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha chiesto in una dichiarazione adottata all’unanimità “il rilascio immediato” della nave battente bandiera emiratina Rwabee sequestrata lo scorso 2 gennaio dai ribelli sciiti Houthi al largo delle coste dello Yemen. Secondo quanto riferisce il quotidiano saudita “Arab News”, la dichiarazione è stata scritta dal Regno Unito su pressione degli Emirati Arabi Uniti, membro non permanente del Consiglio di sicurezza dal primo gennaio. Nella dichiarazione i 15 membri del Consiglio di sicurezza invitano “tutte le parti a risolvere rapidamente” la crisi e sottolineano “l’importanza della libertà di navigazione nel Golfo di Aden e nel Mar Rosso, in conformità con il diritto internazionale”. Il Consiglio di sicurezza esorta inoltre “tutte le parti a ridurre la tensione nello Yemen e a cooperare in modo costruttivo con l’inviato speciale delle Nazioni Unite al fine di riprendere colloqui politici inclusivi”.



Lo scorso 2 gennaio i ribelli sciiti Houthi hanno assaltato la nave mercantile battente bandiera emiratina con i suoi undici membri di equipaggio (di cui sette di nazionalità indiana) a 23 miglia nautiche a ovest del terminal marittimo di Ras Isa, nello Yemen. Secondo la coalizione militare a guida saudita impegnata nella guerra contro i ribelli filo iraniani al fianco del governo riconosciuto di Aden, la nave stava trasportando attrezzature ospedaliere da un ospedale da campo sull’isola di Socotra alla città di Jazan, in Arabia Saudita. Da parte loro i ribelli Houthi hanno affermato che la nave trasportava invece equipaggiamento militare, comprese armi e munizioni, ed era entrata illegalmente nelle acque territoriali yemenite senza autorizzazione. I ribelli hanno inoltre affermato che la nave era impegnata in “atti ostili contro la sicurezza e la stabilità del popolo yemenita”. Il portavoce della coalizione araba a guida saudita impegnata nella guerra in Yemen contro gli Houthi, generale Turki Al Maliki, ha definito l’attacco un “atto di pirateria” e ha indicato che le forze della coalizione avrebbero adottato “tutte le misure e le procedure necessarie per gestire questa violazione, compreso l’uso della forza se necessario”, a meno che gli Houthi non avessero immediatamente rilasciato la nave.

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